L’instancabile ricerca dell’intelligenza generale artificiale (AGI) – un’intelligenza artificiale che rivaleggia o supera le capacità cognitive umane – è sottoposta a un crescente controllo da parte di importanti ricercatori, politici e personaggi pubblici. Oltre 700 personalità di spicco hanno firmato una dichiarazione in cui chiedono una pausa nello sviluppo della superintelligenza artificiale fino a quando non saranno adottate misure di sicurezza verificabili e un ampio consenso pubblico.
Il crescente allarme per la crescita incontrollata dell’IA
La preoccupazione principale non riguarda i potenziali benefici dell’intelligenza artificiale; riguarda la velocità e la mancanza di supervisione nel suo sviluppo. Il rapido avanzamento verso l’AGI comporta rischi che vanno dallo sconvolgimento economico e dall’erosione delle libertà individuali alle minacce esistenziali. Questo non è un ipotetico allarmismo. Anche alcuni pionieri della ricerca sull’intelligenza artificiale, come Yoshua Bengio e Geoffrey Hinton (soprannominati “padrini dell’intelligenza artificiale”), ora esprimono serie riserve.
La dichiarazione pubblicata giovedì evidenzia i pericoli derivanti dalla creazione di sistemi di intelligenza artificiale che potrebbero superare l’intelligenza umana senza adeguate garanzie. Elon Musk, un critico accanito dello sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale, ha precedentemente avvertito che il campo sta “evocando un demone”. Lui e altri leader tecnologici hanno lanciato un appello simile per una pausa nel 2023.
L’opinione pubblica riflette un profondo scetticismo
Il dibattito non è limitato agli ambienti tecnologici. Un recente sondaggio nazionale condotto dal Future of Life Institute rivela che solo il 5% degli americani sostiene l’attuale traiettoria rapida e non regolamentata verso la superintelligenza. Una stragrande maggioranza – il 64% – ritiene che lo sviluppo dovrebbe fermarsi finché la sicurezza e il controllo non saranno dimostrati in modo dimostrabile, mentre il 73% sostiene una regolamentazione più rigorosa dei sistemi avanzati di intelligenza artificiale.
Qual è il prossimo passo?
La dichiarazione rimane aperta alle firme (attualmente oltre 27.700), indicando un crescente movimento che chiede cautela. La domanda ora è se gli sviluppatori presteranno ascolto a questi avvertimenti o continueranno ad accelerare verso un futuro in cui i potenziali rischi dell’intelligenza artificiale potrebbero superare i suoi benefici. Questo dibattito non riguarda semplicemente la tecnologia; riguarda il futuro dell’azione umana e della sicurezza.
