La concentrazione della ricchezza negli Stati Uniti ha raggiunto livelli senza precedenti. Per mettere la scala in prospettiva, l’economista Gabriel Zucman osserva che solo 19 famiglie hanno aggiunto circa 1,8 trilioni di dollari alla loro ricchezza negli ultimi due anni, una quantità paragonabile all’intera economia australiana.

Mentre questa enorme ricchezza si deposita in una piccola frazione della popolazione, la rapida ascesa dell’Intelligenza Artificiale (AI) introduce una nuova variabile volatile. Invece di agire come un beneficio universale, l’intelligenza artificiale minaccia di agire come un cuneo, separando ulteriormente gli ultra-ricchi dal resto della forza lavoro.

Il mito del “Grande Equalizzatore”

C’è una teoria popolare tra alcuni tecnologi e istituzioni accademiche, inclusa l’OCSE, secondo cui l’intelligenza artificiale potrebbe effettivamente ridurre la disuguaglianza. Questo argomento suggerisce che automatizzando i ruoli dei colletti bianchi ben retribuiti, l’intelligenza artificiale potrebbe “livellare il campo di gioco”, diminuendo il premio per i titoli di élite e spostando il valore verso i mestieri manuali, come gli idraulici, che sono più difficili da automatizzare.

Tuttavia, gli attuali indicatori economici suggeriscono una realtà diversa. Mentre l’impatto a lungo termine sull’occupazione totale rimane oggetto di intenso dibattito, l’impatto immediato sulla distribuzione del reddito sta diventando sempre più chiaro:

  • Automazione mirata: L’intelligenza artificiale è più efficace nelle attività che coinvolgono interfacce digitali ed elaborazione dati.
  • Il centro vulnerabile: I ruoli più a rischio non sono quelli che guadagnano di più, ma i “gradini intermedi” della scala economica.
  • Settori a rischio: I previsori e gli economisti governativi indicano il supporto amministrativo, il personale d’ufficio, le vendite e la programmazione entry-level come obiettivi primari dell’automazione.
  • Impatto salariale: questi ruoli in genere richiedono stipendi compresi tra 40.000 e 100.000 dollari, il che significa che il peso maggiore della perturbazione sarà avvertito dai lavoratori a reddito medio e basso.

I rischi macroeconomici

Se l’intelligenza artificiale continua ad automatizzare il lavoro a salario medio lasciando intatti i lavoratori di livello più alto, l’economia nel suo complesso dovrà affrontare diversi rischi sistemici:

  1. Spostamento del reddito: la ricchezza può spostarsi dalla forza lavoro verso i proprietari della tecnologia. Invece dei salari che fluiscono verso i lavoratori, il capitale fluisce verso coloro che sono abbastanza ricchi da finanziare e possedere i sistemi di intelligenza artificiale.
  2. Riduzione delle basi imponibili: Con la stagnazione dei salari della classe media o la scomparsa dei posti di lavoro, le entrate fiscali federali potrebbero diminuire, lasciando il governo con meno risorse per finanziare le reti di sicurezza sociale o i servizi pubblici.
  3. Stagnazione economica: una perdita di potere d’acquisto da parte della classe media può creare notevoli ostacoli alla crescita economica complessiva.

Dall’economia alla democrazia

Le implicazioni di questo cambiamento si estendono oltre i conti bancari e i fogli di calcolo; raggiungono il cuore della stabilità civica.

Quando la ricchezza è concentrata in proporzioni così estreme, si traduce inevitabilmente in un’influenza politica sproporzionata. Se un piccolo gruppo di individui controlla sia la tecnologia più trasformativa dell’epoca sia una quota massiccia del capitale nazionale, il principio fondamentale dell’autogoverno viene messo in discussione. Il rischio è quello di una società in cui il potere economico detta la realtà politica, lasciando alla maggioranza poca voce in capitolo sul proprio futuro.

L’integrazione dell’IA nella forza lavoro non è solo un cambiamento tecnico o economico; è una potenziale ristrutturazione del contratto sociale.

Conclusione
Sebbene l’intelligenza artificiale abbia un potenziale immenso, la sua traiettoria attuale suggerisce che potrebbe esacerbare i divari di ricchezza automatizzando i ruoli della classe media e concentrando i guadagni tra i proprietari di tecnologia. Senza intervento, questa tendenza minaccia di minare sia la stabilità economica che l’uguaglianza democratica.