Gli #UAE guidano l’adozione globale dell’IA con lungimiranza strategica

Gli Emirati Ara Il successo degli Emirati Arabi Uniti non è casuale: è il risultato di politiche governative proattive, investimenti strategici nelle infrastrutture e un focus sull’educazione all’intelligenza artificiale risalente al 2017, anni prima che l’intelligenza artificiale generativa diventasse mainstream.

Leadership governativa anticipata e investimenti strategici

L’approccio degli Emirati Arabi Uniti all’intelligenza artificiale differisce in modo significativo da quello di altre nazioni. Nell’ottobre 2017, il Paese ha nominato il primo ministro di Stato per l’intelligenza artificiale al mondo, dimostrando un impegno a lungo termine che precede il recente boom dell’intelligenza artificiale. A ciò è seguita una strategia nazionale sull’IA mirata a nove settori chiave. La lungimiranza è sorprendente: gli Emirati Arabi Uniti hanno riconosciuto il potenziale dell’intelligenza artificiale prima del lancio di strumenti come ChatGPT, stabilendo una base di fiducia e familiarità che ha consentito una rapida adozione quando l’intelligenza artificiale dei consumatori è diventata ampiamente disponibile.

Il paese ha anche dato priorità all’educazione all’intelligenza artificiale, lanciando iniziative come il campo estivo sull’intelligenza artificiale degli Emirati Arabi Uniti sette anni fa. Questi programmi hanno coltivato talenti locali e creato fiducia nella tecnologia, con il risultato che i livelli di fiducia nell’intelligenza artificiale degli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto il 67%, in netto contrasto con il 32% osservato negli Stati Uniti. Questo elevato livello di fiducia è un fattore critico che determina un utilizzo diffuso.

Implicazioni globali e divario digitale

I dati di Microsoft rivelano un crescente divario digitale globale. L’adozione dell’intelligenza artificiale sta accelerando nelle economie avanzate come Emirati Arabi Uniti, Norvegia, Irlanda, Francia e Spagna, mentre i progressi nel Sud del mondo sono indietro. Tuttavia, il rapporto evidenzia una tendenza sorprendente: il rapido aumento dell’utilizzo degli strumenti DeepSeek in mercati storicamente poco serviti dai fornitori tradizionali.

Gli strumenti di DeepSeek stanno guadagnando terreno in Cina, Russia, Iran, Cuba, Bielorussia e gran parte dell’Africa, dimostrando che l’accessibilità e il rapporto costo-efficacia sono fattori chiave per l’adozione dell’IA nelle regioni con accesso limitato alle tecnologie consolidate. Ciò suggerisce che la prossima ondata di utenti dell’IA proverrà probabilmente da comunità precedentemente escluse dal progresso tecnologico.

Concorrenza regionale e slancio futuro

Il vantaggio degli Emirati Arabi Uniti rispetto ai suoi concorrenti regionali è sostanziale. Qatar (38,3%), Arabia Saudita (26,2%), Oman (24,2%), Kuwait (19,1%) ed Egitto (13,4%) sono tutti in ritardo, sebbene tutti abbiano registrato una crescita a partire dalla prima metà del 2025. Il successo degli Emirati Arabi Uniti non dipende solo dall’essere primi; si tratta di creare un ambiente normativo che promuova l’innovazione attraverso ambienti sandbox, programmi di attrazione dei talenti e linee guida basate su principi.

L’impegno iniziale degli Emirati Arabi Uniti nei confronti dell’intelligenza artificiale, combinato con politiche pragmatiche e investimenti sostenuti, li ha posizionati come leader globale nell’adozione dell’intelligenza artificiale, creando un precedente da seguire per altre nazioni.

La crescita sostenuta degli Emirati Arabi Uniti nell’adozione dell’intelligenza artificiale dimostra che la leadership strategica e una politica lungimirante sono essenziali per sfruttare i vantaggi di questa tecnologia trasformativa. L’approccio del Paese offre un modello per le nazioni che cercano di accelerare la loro trasformazione digitale e colmare il divario globale dell’intelligenza artificiale.